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COME E DOVE SI USANO LE CRIPTOMONETE?

Come usarli
Investire sulla criptovaluta è semplice: basta registrarsi su una piattaforma di scambio e aprire un proprio portafoglio virtuale. La maggior parte delle persone che investe in bitcoin lo fa comprando quelli già esistenti, e partecipando al processo di estrazione. Si possono comprare e conservare su molti siti, il più famoso dei quali è Coinbase.
Dove usarli
Si stanno moltiplicando sia le grandi aziende che i piccoli negozi che accettano la criptovaluta, oltre alle app, le piattaforme di e-commerce e le compagnie aeree. Secondo Coinatmradar.com (una mappa degli Atm mondiali), in Italia ci sono 14 "bancomat" per bitcoin, per convertire criptovaluta in euro e viceversa. Coinmap.org e Quibitcoin.it forniscono invece le mappe degli esercizi commerciali che li accettano. Si trova di tutto, dagli idraulici ai falegnami, anche se la lista è ancora corta.

COME OTTENGO CRIPTOVALUTE?


Acquistare bitcoin ed altre criptovalute
Attualmente, il modo più conosciuto in assoluto per acquistare le criptovalute è quello di affidarsi agli exchange.
Attraverso gli exchange è possibile effettuare l'acquisto delle criptovalute con i propri euro.

I migliori exchange per comprare criptovalute oggi sono:
-Coinbase
-Binance
-Kraken
-Crypto.com

Per ulteriori informazioni vi rimandiamo a questo articolo: I migliori 10 Exchange Criptovalute italiani ed Esteri 2021


Il mining e la blockchain
Le criptovalute, essendo delle monete virtuali, basano necessariamente il proprio funzionamento su una tecnologia sottostante. In molti casi si tratta della cosiddetta blockchain, ovvero una sorta di catena virtuale formata da blocchi di dati, contenenti tutte le transazioni effettuate di una specifica moneta. Al fine di evitare truffe o anche errori nei pagamenti, i dati contenuti nella blockchain devono essere verificati ed è proprio di questo che si occupa il mining. In poche parole, il mining rappresenta la procedura di verifica che viene effettuata sfruttando la potenza di calcolo dei computer o dei dispositivi che vengono messi a disposizione dai "minatori".

Una volta completato il processo di verifica di un blocco, coloro che hanno contribuito al procedimento ricevono un compenso, derivante in parte dai contributi versati per effettuare le transazioni e in parte dalla creazione di nuova moneta. Questa tecnologia permette alle criptovalute che ne fanno ricorso di non avere un organo centrale al comando e di avere quindi una distribuzione potenzialmente diffusa della nuova moneta creata. Si parla di distribuzione diffusa e di monete decentralizzate in quanto il mining è liberamente accessibile, anche se in casi come quello del bitcoin, il procedimento di mining risulta nella pratica abbastanza concentrato a causa dei costi e dei mezzi necessari per lo svolgimento.
Come fare mining di criptovalute
Il mining di criptovalute rappresenta sicuramente un possibile mezzo di guadagno, tuttavia bisogna prendere in considerazione i costi che tale procedimento richiede, al fine di valutare accuratamente il proprio investimento. Volendo fare mining di criptovalute esistono principalmente tre strade percorribili.

-La prima è quella di fare mining in prima persona, ovvero sfruttando il proprio hardware. Se da un lato si tratta della soluzione che sicuramente salta per prima alla mente, si tratta anche della più dispendiosa. Senza dubbio, fare mining diretto con i propri mezzi può essere il metodo più proficuo di tutti quelli esistenti, tuttavia bisogna tenere a mente che nella maggior parte dei casi per fare mining è richiesta una potenza di calcolo davvero considerevole e che quindi non basta il computer che abbiamo in salotto. In tal senso non va fatto l'errore di considerare il mining come un'attività amatoriale, altrimenti si corre il rischio di non recuperare neppure i soldi spesi nell'acquisto della strumentazione. Tieni presente che è importante considerare anche il costo energetico elevato, con il mining hardware "casalingo" rischi di spendere più in energia elettrica che generare guadagno.

-La seconda soluzione, che rappresenta di fatto una via di mezzo, consiste nel mettere a disposizione la propria potenza di calcolo tramite una mining pool. In pratica si raggiunge la potenza richiesta, non attraverso un solo computer, ma raccogliendo quella messa a disposizione da un gran numero di dispositivi. In questo caso i ricavi saranno proporzionati alla potenza di calcolo messa a disposizione. In questi primi due casi bisogna considerare tra i costi, non solo quello della corrente consumata, ma anche quello dei componenti hardware soggetti ad una grande usura, causata dalle condizioni di sforzo estreme.

-L'ultima vera soluzione è infine rappresentata dalla possibilità di affittare potenza di calcolo tramite il Clound Mining. In pratica, esistono dei siti che mettono a disposizione dei pacchetti da acquistare in cambio di un ritorno economico nel giro di un tempo prestabilito. Da un lato si tratta della soluzione sicuramente più semplice, tuttavia anche qui i rendimenti economici rischiano di essere negativi, ovvero investire più soldi di quelli che riesci a generare fal valore delle criptovalute generate.
LE CRIPTOVALUTE DA MINARE
Se hai deciso di tuffarti del mondo del mining, devi sapere che molte critpovalute permettono questa pratica, tra i quali bitcoin, litecoin, ethereum, monero, dash e tante altre. In tal senso è importante scegliere accuratamente verso quale moneta concentrare i propri sforzi, infatti a seconda della valuta scelta il mining può richiedere un hardware specifico o anche più o meno potenza. Inoltre, in ottica di valutazione dell'investimento bisogna considerare che anche l'andamento del valore della moneta va ad influire sui risultati.

Fonti: ICER.IT - PICTET per te